Alfred Kubin - Sascha Schneider

i misteri del simbolismo

 

Alfred Kubin e Sascha Schneider sono due artisti visionari anticipatori delle più importanti correnti artistiche del XX° secolo. La loro sensibilità onirica è colma di simbolismi poetici sorprendenti. Dagli incubi silenti di Kubin (la cui esistenza fu costellata di traumi e di esperienze familiari estreme) che definiscono gli orizzonti figurativi come in nessun maestro simbolista, alle sensuali corporeità maschili di Schneider, anticipatore delle emarginazioni contemporanee del “diverso” (omosessuali, artisti, dissidenti politici ecc.).

Ambedue figli di Max Klinger, maestro tedesco dalla sensibilità simbolista cruda e silente, spesso abitata da entità sovrumane. Sia Kubin che Schneider elaborano in germe, una poetica pre-surrealista prettamente teutonica (sono ancora distanti dal venire, gli automatismi segnico-poetici della pittura surrealista di Masson o di Dalì), in cui è assente il dominio del colore di subitanea surrealtà mediterranea. In Kubin le presenze metafisiche dell’incubo già contengono intuizioni meta-politiche, oscuramente predittive di una vicenda umana e sociale che sfocerà nei due conflitti mondiali e nel nazismo. Si guardino certe soluzioni figurative, in cui masse di viventi vengono sospinte sull’orlo dell’abisso o in bocca ad un gigante antropofago, in un’atmosfera di luce soffusa, pregna di morte. Una sorta di atemporalità saviniana, dolcemente apolicroma.

In Kubin è presente un giudizio poetico metastorico sul fallimento delle politiche di massa e la ricerca enigmatica del senso doloroso del nascere e del vivere in ogni sua forma, attraverso la celebrazione di una sorprendente genialità immaginifica. 

In Schneider c’è, invece, una speranza di liberazione dall’oppressione sociale, attraverso l’esaltazione della bellezza dei corpi maschili, forniti, a tratti, di ali, per volare in alto nel sogno e sfuggire alle incomprensibili persecuzioni umane. La nudità corporea, la sua bellezza archetipica, divengono terreno di scontro poetico ed esistenziale incontrollabile, come il talento creativo di un grande maestro contrario al suo tempo.


ALFRED KUBIN

Sascha Schneider


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Alfred Leopold Isidor Kubin, pittore, incisore, illustratore e scrittore nasce nel 1877 in Boemia, nella città di Leitmeritz, che venne inglobata poi nell'Impero Austro-Ungarico. Alla morte prematura della madre, ll giovane Kubin tenta il suicidio sulla sua tomba. 
Studia arte e grafica all'Accademia d'arte di Monaco di Baviera.
Nel 1912, diviene membro del gruppo dell'area espressionista "Der Blaue Raiter", grazie al quale stringe amicizia con artisti quali Kandinsky, Marc e Klee. Ha illustrato le opere di Edgar Allan Poe, Hoffmann, Dostoevsky ed altri, ma fu anche l'autore di vari libri, tra i quali, il più conosciuto, è il romanzo "Die Andere Seite", (L'altra parte), pubblicato nel 1909, considerato il primo esempio di letteratura espressionista. 
Il lavoro di Alfred Kubin è stato premiato più volte e in Italia la sua opera fu presentata per la prima volta in occasione della Biennale di Venezia del 1951. Muore nel suo castello del dodicesimo secolo a Zwickledt,
nell'Alta Austria nel 1959. Le sue opere sono in collezione presso il MoMA
di New York City, il Leopold Museum di Vienna,
e Il Fine Art Museum di San Francisco.

Le collografie originali del 1903 pubblicate nella mostra
"Alfred Kubin, Sascha Schneider - I Misteri del Simbolismo"
sono tratte dalla Hans Von Weber Mappe.  

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Sascha Schneider nasce nel 1870 a San Pietroburgo. Trascorre la sua infanzia a Zurigo, ma dopo la morte del padre la famiglia va a vivere a Dresda. Nel 1889 entra all'Accademia di Belle Arti (Kreuzgymnasium). Nel 1903 incontra il famoso scrittore Karl May e realizza le illustrazioni delle copertine dei suoi libri Winnetou, Old Surehand, Am Rio de la Plata. Nel 1904 viene nominato professore alla Großherzoglich-Sächsische Kunstschule di Weimar. Durante questo periodo vive assieme al pittore Hellmuth Jahn. 
Jahn inizia a ricattare Schneider minacciandolo di rendere pubblica la sua omosessualità, che era punibile penalmente. Schneider decide allora di trasferirsi in Italia, dove l'omosessualità non era considerata reato. Qui Schneider incontra il pittore Robert Spies con il quale intraprende un viaggio nelle montagne della catena del Caucaso. Vive a Lipsia prima di ritornare in Italia, stabilendosi a Firenze. All'inizio della prima guerra mondiale, Schneider torna in Germania e fonda l'istituto Kraft-Kunst per il body building Alcuni dei modelli delle sue opere pittoriche erano frequentatori della palestra. Schneider,
affetto da diabete mellito, viene colpito da un coma diabetico
durante un viaggio in nave. Muore poco tempo dopo a Swinemünde.
Le sue opere sono esposte al Leslie-Lohman Museum di New York City.